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Oggi scrivo di rischio degli investimenti. Tema controverso perché: C’è chi vorrebbe abolire il termine per non spaventare i clienti; Chi riduce tutto al suggerimento di “non mettere tutte le uova in un solo paniere”; Chi pensa che, per occuparsene, si debba saper risolvere equazioni e padroneggiare formule complesse.In realtà la terza tesi è vera solo per gli operatori professionali.

I risparmiatori possono limitarsi carpire alcuni concetti base.Anzi, per evitare pericolosi errori, dovrebbero impegnarsi a farlo.Proprio per agevolarli, in tale compito, cercherò di rendere fruibili alcuni concetti anche a chi avesse litigato con l’aritmetica. 

Cominciamo col dividere i rischi in tre gruppi:

a)  Il venir meno della redditività e/o della liquidabilità dell’investimento

b) La riduzione temporanea di valore nelle fasi di discesa dei mercati

c)  La perdita irrecuperabile di tutto o parte del capitale investito 

SVOLGIMENTO 

a) Il venir meno della redditività e/o della liquidabilità dell’investimento Passo spesso davanti ai locali “sbarrati” di quello che era un ristorante molto attivo. Qualche sfortunato cambio di gestione ha portato alla chiusura dell’esercizio.Da oltre 4 anni chi possiede l’immobile non ne ricava reddito ne riesce a venderlo.Anche investimenti diretti in azioni ed obbligazioni possono essere soggetti ad un rischio simile. L’esempio più eclatante è quello delle clausole CACs che consentono ai Governi emittenti di titoli di stato (BTP italiano; Bund tedesco; Oat francese etc.) di cambiare il rendimento, la frequenza delle cedole e la data di rimborso del capitale.Morale: chi pensa di garantirsi entrate certe, per mantenere un soddisfacente tenore di vita post lavorativo, lo pianifichi per tempo con una Rendita Assicurativa. 


b) La riduzione temporanea di valore nelle fasi di discesa dei mercati La sottolineatura serve a ricordare che: finché un asset esiste, il suo valore di mercato può cambiare e superare quello a cui lo avevamo acquistato. (guadagno)Questo può accadere per tutti i tipi d’investimento. Ciò che ce li fa apparire diversi è la percezione, indotta dai media, che fanno grancassa invece di informare.Un cane che morde un uomo fa meno notizia, dello stesso evento, a ruoli invertiti. Perciò i media parlano volentieri delle Azioni, se possono fare lo scoop per una forte caduta; dei BTP citano solamente il rendimento nominale delle cedole, o fanno ammuina sullo spread, confondendo le già scarse e confuse idee della gente; delle quotazioni immobiliari e di quelle dell’oro, si ricordano solo quando salgono.Per questo viviamo come un difetto il pregio della trasparenza, delle quotazioni finanziarie, che ci consente di calcolare il valore vero dell’investimento ogni giorno.   Invece, il valore della nostra casa, lo calcoliamo a spanne o dobbiamo farlo stimare. In ogni caso “il prezzo è giusto” solo se qualcuno ce la comprerà a quel prezzo. Quello che dovremmo scolpire nella roccia e nella nostra percezione è che, le quotazioni, salgono sempre. Questa costante è valida, per le azioni più che per altri assets, semplicemente perché, più delle Obbligazioni, del mattone e dell’oro, le quotazioni delle azioni rappresentano il valore del progresso tecnologico, degli incrementi di produttività e della crescita della economia Mondiale. 

Morale: Basta avere la calma e il tempo per aspettare che accada.   


c) Perdita definitiva di tutto o parte di quanto investito Per prima cosa domandiamoci: come si può evitare un simile infausto evento? La risposta, che a qualcuno non piacerà, è duplice: 1) Evitare di investire in singoli titoli.Troppo spesso, dimenticando che esiste un rapporto diretto tra rendimento e rischio, ci facciamo attrarre dal primo e non valutiamo il secondo. Attratti dalle altissime cedole dei Bond Argentina, ma ignorando il rating del paese in qualità di Stato emittente, centinaia di migliaia di italiani (e non solo) persero i loro risparmi. 2) Non investire in operazioni puramente speculative come lo sono tutte quelle che non contengano o rappresentino beni, attività produttive, partecipazioni azionarie.Un esempio? Il famigerato crack Lehman Brothers di cui tutti ricordiamo le pesanti ripercussioni sulle borse e sull’economia. Ma Lehman era la quarta banca USA e, anche se fallita, deteneva un imponente patrimonio di beni e partecipazioni.La vendita ti tali beni ha consentito, seppur spalmato nel tempo, il rimborso del 71% di quanto investito, ai possessori di Obbligazioni. La perdita comunque cospicua, sarebbe invece stata totale se Lehman fosse stata una scatola vuota. Morale: Chi mette i soldi in una scatola vuota non investe, gioca al casinò. Che cos’è una scatola vuota? L’esempio più di moda e, pertanto, a mio avviso, più socialmente pericoloso, sono le criptovalute.Ecco che, tra tante opportunità, qualcuno decide di “volare sul nido del cuculo”.Il cuculo è uno spiantato. Non ha casa, non fabbrica un nido.Parassitariamente depone le sue uova nel nido di altri uccelli e poi … vola via. 


CONCRETAMENTE

Per analizzare i rischi Allianz Bank mette a disposizione dei Consulenti Finanziari un software che è in grado di distinguere tra Rischi di Perdita Definitiva e Rischi di Oscillazione dell’investimento indicandone, statisticamente, la possibile ampiezza.Il sistema misura e aggiorna i dati dei singoli investimenti e dell’intero portafoglio, dei clienti. (talvolta anche degli investimenti detenuti presso altri intermediari)


Non è l’oracolo di Delfi (faccio per dire perché anche Apollo mica sempre ci azzeccava) ma un valido strumento proprietario di pianificazione e controllo che consente di assumere decisioni d’investimento, in modo più razionale e consapevole, e di tenerle monitorate nel tempo.



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