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Il nemico più acerrimo dei risparmi sono, inconsapevolmente, gli stessi risparmiatori. Se non tutti, lo sono quanti vivono l’esperienza d’investimento con un alto livello d’emotività. Pertanto, ridurre l’emotività, è uno sforzo che tutti dobbiamo fare e, in questo testo, troverà qualche utile riflessione. 

Caro lettore: generalmente, la delusione o la soddisfazione relative all’esito di un evento, dipendono dalla conoscenza del contesto in cui lo stesso si è realizzato.

Prendiamo ad esempio la corsa in piano di cento metri eseguita in contesti diversi:

1) su lastra di ghiaccio; 

2) su pista d’atletica in tartan  

Per il primo contesto, non avendo esempi e punti di riferimento, siamo più esposti alla probabilità di avere risultato, e relativo grado di accettazione, inappropriati.Per il secondo sappiamo, anche intuitivamente, che corriamo meno rischi di cadere. Inoltre, la conoscenza del tempo record e la facilità di reperire il dato, ci consentono attese più realistiche rispetto al tempo che impiegheremo a tagliare il traguardo.

Mutatis mutandis: l’atleta è un risparmiatore; la pista in tartan è un anno di mercati favorevoli; la lastra dighiaccio è un anno eccezionalmente negativo come il 2022.

Che i risparmiatori siano fortemente delusi per la discesa dei loro investimenti dello scorso anno è legittimo e comprensibile. Allo stesso tempo, riflettere sul contesto in cui tali effetti si sono materializzati, può essere d’aiuto a tenere sotto controllo l’emotività al fine di evitare decisioni irrazionali. Ma cosa è accaduto nel 2022 per farcelo paragonare ad una lastra di ghiaccio?

Che il valore dei BTP su durata decennale sia sceso di oltre il 22% lo abbiamo già detto con la Bussola di novembre, poi con le statistiche e gli indici calcolati a fine anno abbiamo scoperto che in oltre 100 anni era solo la terza volta che si verificava un simile e contemporaneo crollo di azioni e obbligazioni. Personalmente ho preso ulteriormente atto di quanto accaduto solo la scorsa settimana quando ho trovato un articolo in cui si evidenziava che la BNS (Banca Nazionale Svizzera) aveva subito un calo del valore dei suoi investimenti istituzionali del 20%. (Ma non erano Gnomi?) Prendere atto che si è trattato di un contesto estremo, che ha coinvolto sprovveduti e super esperti in pari misura, eviterà al risparmiatore l’errore di: pensare che certi valori non saranno più ripresi; liquidare investimenti solidi, diversificati e pianificati a medio/lungo termine; fermare i piani d’accumulo.Semplicemente perché ciò equivarrebbe a “buttare l’acqua sporca col pupo dentro.” La riflessione è rivolta in particolare ai lettori che non sono miei assistiti.Sarà perché, quelli che lo sono, hanno sofferto cali inferiori a quelli della BNS? Passando all’anno in corso, invece che fare previsioni, continuiamo a ragionare in termini di possibile contesto.

Come era del tutto imprevedibile il pessimo contesto del 2022, altrettanto inattesa era la generale ripresa dei mercati, nelle prime settimane del nuovo anno. E’ comunque un bel segnale.

Si vede una luce in fondo al tunnel e, se è prematuro sperare si tratti della luce di una “Alba di gloria”, è molto più difficile che siano i fari di un Freccia Rossa.    

Il fatto è che i mercati anticipano sempre l’andamento dell’economia.La ripresa delle quotazioni significa quindi che stanno già incorporando nei prezzi:- l’atterraggio morbido dell’economia invece che una pesante recessione- una buona tenuta dei fatturati aziendali che porti il P/E (il rapporto Prezzo/Utili) a  livelli più sostenibili.- una rapida discesa dell’inflazione- un prossimo stop al rialzo dei tassi d’interesse Ciò premesso, per la guerra ancora in corso e per alcune variabili geopolitiche, che per loro natura sono assolutamente imprevedibili, è meglio mantenere la giusta prudenza.




In concreto?

  • La fine dell’era dei tassi negativi ha finalmente ridato, al mercato obbligazionario, la sua funzione di diversificazione e redditività che aveva perso da oltre 10 anni.
  • La probabile volatilità vedrà favorito, come in molti casi nel 2022, il risparmio gestito rispetto a singoli titoli o investimenti direzionali basati su indici. (Etf etc.)
  • Piani d’investimenti frazionati in PAC
  • Piano “intelligente” di frazionamento degli acquisti, come il nostro sistema Easy Switch Pro, che incrementa i versamenti se la quotazione scende oltre certi livelli.  


E’ venerdì 27 gennaio. Si sta concludendo il giorno per la rievocazione della Shoah. Qualcuno cita Levi e a me torna in mente una frase che mi aveva colpito al punto che l’avevo inserita e commentata in un corso sul ruolo per Consulenti Finanziari.


E’ fortuna che oggi non tira vento.
Strano, in qualche modo si ha sempre l’impressione di essere fortunati, che una qualche circostanza, magari infinitesima, ci trattenga sull’orlo della disperazione e ci conceda di vivere.
Piove ma non tira vento.
(Auschwitz) Primo Levi: Se questo è un uomo.


Stiamo vivendo anni difficili, al punto che per definirli, si è affermata e diffusa la parola composita “Permacrisis” che rende molto bene l’idea.

Ma se Primo Levi, chiuso in un campo di concentramento, riusciva a vedere un aspetto positivo, anche noi, nella nostra casa calda, tra i nostri cari, possiamo dire: 

Piove ma non tira vento




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