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Secondo Susan Wolf, docente di Filosofia presso Università della Carolina del Nord: “chiunque ritenga di essere totalmente libero da influenze esterne, dovrebbe provare a girare le spalle ad un bambino che sta annegando nell’oceano”. 

Personalmente auspico che nessuno riesca a farlo e, che Dio aiuti, chi ci riuscisse. 

In effetti, emozioni forti quali l’invidia, l’amore e, più di altre, la paura, influenzano in modo inconscio, decisioni che crediamo razionali e libere da condizionamenti.       Dopo oltre due anni di pandemia; dopo il salto in alto delle bollette e quello in basso dei mercati finanziari; dopo gli orrori di una tragica ed inaccettabile guerra, tuttora in corso; proiettare nubi nere sul futuro è, per tutti noi, un gioco da ragazzi.

Ora, però, invece di farsi cullare dallo sconforto, è opportuno che ciascuno di noi si domandi: “Cosa posso fare per contrastare questo nero ma eludibile futuro?” Considerato che da solo nessuno può fare molto, è fondamentale che, tutti insieme e ciascuno per la sua parte, decida di fare il meglio nel ruolo che gli compete.

Il mio è scrivere queste righe e, subito dopo, tornare a contattare i miei assistiti per scambiare punti di vista e informazioni sul futuro economico del mondo e su quello più modesto, ma certamente caro, dei loro risparmi e del loro patrimonio.

Perché questo è un periodo in cui ci può sembrare che tutto precipiti ma è proprio da questi momenti che nascono le opportunità della ricostruzione di domani. Un domani in cui ci sia la consapevolezza che nulla può fermare un’umanità che, spinta dalle emozioni positive del miglioramento delle condizioni di vita, dall’amore per i cari e dal prendersi cura, sa sempre superare i suoi precedenti limiti.


Una forza che deve caratterizzare anche le scelte finanziarie che facciamo oggi

Il momento finanziariamente più tragico dell’era moderna fu il crollo di Wall Street dell’ottobre 1929 che dimezzò i valori di borsa, provocò molti fallimenti, parecchi suicidi e portò con la Grande Depressione alla perdita di 14 milioni di posti di lavoro.


E poi?

 Grafico dell’andamento dell’indice S&P500, delle azioni quotate a Wall Street dal 1928 ad oggi, passando dalla Grande Depressione, Seconda guerra mondiale, Vietnam, Torri Gemelle, Pandemia etc.Grafico dell’andamento del Prodotto lordo Pro-capite mondiale. Crescita che quindi non deriva dalla crescita della popolazione ma dalla sempre maggiore capacità di produrre reddito di ciascun individuo.












Perché due grafici ed in tale sequenza?

Metto prima quello della borsa USA perché fu in quel paese e su quella borsa che si abbatté la storica e drammatica crisi del 1929. Il grafico inizia proprio con il crollo della borsa relativo a quel periodo. Lo spazio è limitato ma, gentile lettore, mi creda sulla parola se Le dico che a ciascuna delle righe e didascalie verticali corrisponde un evento che in quel momento appariva come “un disastro insuperabile”.

Il secondo grafico rappresenta due secoli di crescita della produttività per addetto. Ovvero, la ricchezza prodotta da un singolo rappresentante della specie umana.

In questa sede, necessariamente, prescindiamo da come, tale ricchezza, si sia distribuita per area geografica e per strato sociale. Infatti, il grafico è calcolato tenendo conto che l’unico beneficiario sia stato il Mondo SpA.

Ora, se il Mondo SpA storicamente si arricchisce, è indubitabile che questa crescita di valore abbia fonte e sede nelle attività e nelle aziende che la producono.

E cosa, se non le Azioni di queste aziende, ne rispecchia l’essenza ed il valore?

Questo significa che, pur alternando periodi eccessivamente ottimistici ad altri dal tono catastrofico, il mercato azionario riflette la pura realtà economica.

 Credere che ci sarà un domani, un futuro su cui puntare, anche con le scelte d’investimento a medio-lungo termine che attuiamo oggi, è un atto d’amore, è il “prendersi cura” del proprio futuro e di quello dei propri cari.

Le emozioni positive più potenti che ciascuno di noi umani possa provare!

 

 

 

PS: Con una delle sue più celebri freddure Groucho Marx diceva che:

   A New York, durante la Grande Depressione, la situazione era così pesante che,

   i piccioni di Central Park, portavano le briciole ai passanti.

Un amico che ho chiamato per sapere cosa accade oggi mi ha detto che, piccioni e scoiattoli, dividono le briciole portate dai passanti, senza dispute territoriali.

E noi che, in senso dispregiativo, li chiamiamo animali.




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