Nella settimana, alle reazioni già in atto sui mercati, si sono aggiunti i primi effetti delle sanzioni decise dai paesi occidentali. Possibili effetti e contromisure da adottare per difendere il patrimonio.
7 marzo 2022
I mercati finanziari russi hanno riaperto e quello che si vede già solo dall’anticamera non appare messo meglio dei quartieri rasi al suolo dal suo esercito. Come era mendace l’affermazione che si trattasse solo di esercitazioni così è stato con la promessa di onorare il Debito Estero in dollari. In settimana Putin ha emanato un decreto con cui sancisce che tutti i pagamenti esteri saranno effettuati in rubli. Del resto, a seguito sanzioni, la Russia ha perso l’accesso al 75% delle sue riserve; la guerra costa (secondo alcune stime) una decina di miliardi al giorno; per molto tempo non potrà tornare sui mercati a finanziarsi.
Quindi, mentre combatte sul campo con la nota ferocia, con altrettanta durezza sta subendo perdite finanziarie che, probabilmente ne stanno inesorabilmente “minando” l’economia.
In tutto questo, salgono non solo i prezzi dei prodotti energetici e dei metalli più o meno preziosi ma, anche quelli delle materie prime agricole come grano - mais etc. Ogni previsione d’inflazione a breve termine sembra ormai illusoria. Negli USA viaggia ormai al 7,5% ed in Europa ad un paio di punti meno. Con i tassi attuali, dagli investimenti in obbligazioni, si potrà ottenere solo un rendimento nominale. Cosa comporta questo? Un Rendimento Reale (guadagno effettivo) è quello che resta dopo che, dal rendimento nominale, avremo sottratto l’inflazione.
Ad esempio: Rendimento BTP a 10 anni 1,5% meno inflazione 4,5% = meno 3%
Il fatto che, prima la FED e poi (forse) la BCE alzeranno i tassi non farà grande differenza perché si tratterà di rialzi dilazionati nel tempo e soltanto di pochi decimali (in genere 0,25%) per volta. Solo le Azioni ci salveranno?
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