25 febbraio 2022
Perché? Perché? Per quante volte mi sono fatto la domanda non ho trovato mai lo straccio di una plausibile risposta. Purtroppo, è accaduto, e bisogna prenderne atto.
Giulio Andreotti, con proverbiale arguzia diceva: “Il potere logora chi non ce l’ha”
Oggi forse direbbe:” Troppo potere, troppo a lungo, logora l’intelletto”
CONTESTO
- Le strozzature delle catene d’approvvigionamento, rallentando l’offerta di materie prime e prodotti, avevano resuscitato un’inflazione non si sa quanto temporanea.
- Intanto si era sviluppato un ampio ribalzo dell’economia che sembrava prossima a riprendere i livelli precedenti alla crisi sanitaria e, soprattutto, sembrava che finalmente stesse spegnendosi l’ennesima ondata della pandemia.
- Come previsto La FED si accingeva a ridurre la liquidità e ad alzare i tassi.
Tutto ciò, in gennaio, aveva disturbato i mercati e fatto scendere le quotazioni ma, tutto nell’ambito di una normale correzione dei precedenti andamenti positivi.
Poi, dopo ottant’anni dall’invasione della Polonia ed a trenta dalle guerre nella ex Jugoslavia, qualcuno ha deciso fosse ora di scatenare un’altra guerra in Europa.
Pur se la Bussola è solo un mio modesto contributo di informazione-formazione degli investitori privati, non posso mettere il silenziatore all’orrore che provo al solo pensiero della crisi umanitaria che colpirà milioni di persone con tutto il suo portato di sofferenze, morte e distruzione.
Ciò, doverosamente premesso, devo chiedere a me stesso ed a Lei, caro lettore, di conservare sangue freddo ed analizzare gli aspetti economici e finanziari con il massimo di razionalità di cui è indispensabile dotarsi in simili frangenti.
REAZIONI ALL’EVENTO
Ieri i mercati azionari hanno, naturalmente, reagito con forti cali delle quotazioni, mentre le materie prime, con gas e petrolio in testa, sono andate alle stelle.
Come è noto i mercati odiano l’incertezza e questa probabilmente toccherà il massimo quando i paesi occidentali metteranno in atto le loro contromisure.
In teoria la reazione potrebbe oscillare dalla scelta di un intervento militare alle semplici e “pelose” dichiarazioni di solidarietà. In pratica credo che vedremo qualcosa definibile come: A mali estremi . . . pannicelli caldi.
Alcune sanzioni da cui forse saranno penalizzati sia i sanzionatori che i sanzionati.
Le ulteriori difficoltà d’approvvigionamento porteranno infatti ad una nuova spinta dell’inflazione da carenza dell’offerta, quella che gli economisti definiscono “cattiva” perché non può essere combattuta a colpi di rialzo dei tassi d’interesse.
Diventa quindi probabile che la FED debba rivedere i suoi piani di rialzo e la BCE debba rimandarli a data da destinarsi per non rischiare di strozzare la ripresa economica post covid.
IL DOPO
L’esperienza di casi precedenti ci dice che i mercati, a botta calda, esasperano le valutazioni scendendo in modo eccessivo rispetto agli effetti economici che l’evento in atto produrrà sull’economia a medio termine.
Poi, nel periodo successivo, talvolta anche in breve tempo, riprendono la via della razionalità e della crescita. (veda nota a fondo pagina)
La caduta dei mercati sta facendo piazza pulita di vere o presunte bolle speculative e quindi molti prezzi stanno tornando a rappresentare buoni punti d’acquisto ma non si può far finta che non sia accaduto niente.
FOCUS
L’inflazione mette a nudo l’ingannevole sicurezza dei soldi in conto corrente.
La divaricazione degli andamenti tra le Asset Class, le Zone Geografiche, i Settori Produttivi, impone di porre grande attenzione:
- alla Qualità dei Sottostanti tramite l’Analisi Fondamentale
- alla Diversificazione efficiente del Portafoglio (Criptovalute e investimenti non gestiti hanno accentuato le cadute, invece di attenuarle, tradendo il ruolo di diversificatori)
- alla Selezione Accurata delle opportunità d’investimento.
In simili situazioni c’è chi ci vede un’inattesa opportunità e chi si spaventa ma, per tutti, la prima cosa da fare è imporsi il sangue freddo e poi, in entrambi i casi, sarà opportuno parlarne personalmente.
NOTA: Andamento dell’indice azionario Dow Jones durante gli ultimi 3 eventi di guerra (fonte dei dati: Bloomberg Finance L.P. - in USD)
Prima Guerra del Golfo 2-8-1990 / dopo 6 mesi -2,8% / dopo 12 mesi +8,9%
Guerra Bosnia-Erzegovina 6-4-1992 / dopo 6 mesi -1,5% / dopo 12 mesi +6,4%
Seconda Guerra del Golfo 20-3-2001 / dopo 6 mesi +17,7% / dopo 12 mesi +25,7%

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