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“La calunnia è un venticello, un’auretta assai gentile che insensibile, sottile, leggermente, dolcemente, incomincia a sussurrar”

 

Torre dei VentiQuesto è ciò che dichiara cantando, all’inizio dell’aria, Don Basilio, il “basso” che impersona un maestro di musica, nell’opera lirica Il barbiere di Siviglia.

Come il personaggio rossiniano, da qualche tempo, con enfasi crescente, i mezzi di comunicazione dicono che, il venticello dell’inflazione, incomincia a spirare, per niente gentile, sui prezzi di alcuni beni e materie prime.


I primi spifferi si sono avvertiti intorno alle pompe dei carburanti e presto faranno volare, come aquiloni, le bollette di luce e gas anche se digitali.


 

Dunque, dalla lirica alla realtà, non di calunnia si tratta ma d’inflazione vera.

Un flagello economico che, dopo l’uragano degli anni ‘70, fu prima declassato a tempesta, poi a pioggerella, fino a sparire sia dalle analisi economiche che dalla nostra memoria. 

Vale quindi la pena ricordare che cos’è e quali effetti produce nelle nostre tasche.

 

Cos’è l’inflazione?

Consiste nell’aumento generalizzato dei prezzi, di beni e servizi, che si trasmette lungo la filiera produttiva fino a scaricarsi sul consumatore finale. Il così detto Costo della Vita.

Nasce dallo squilibrio tra Domanda e Offerta. Proprio come accade oggi, con l’offerta che, a seguito della pandemia, non si riprende con la stessa velocità con cui cresce la domanda.

Parte spesso da un settore e, se non rientra rapidamente, si amplifica ed estende agli altri.

L’inflazione è un fenomeno apparentemente ambiguo:

- In piccole dosi è considerato un segnale di economia sana (il 2% indicato dalle Banche 

 Centrali) ed un discreto e simpatico “roditore” del peso reale dei debiti pubblici e privati.

- Quando invece supera il 4/5%, gli economisti cominciano a chiedersi se il fenomeno sarà

 duraturo o temporaneo; se sia utile alzare i tassi d’interesse per raffreddare la Domanda; 

 se sia opportuno introdurre misure di contenimento salariale.

 

Chi avvantaggia e chi danneggia?

- Per quanto riguarda il reddito: Sono meno esposte e favorite, le attività e le professioni a 

 reddito variabile, poste lungo la catena produttiva, se possono, talvolta speculando, alzare 

 i prezzi senza perdere troppo in volumi. 

 Risultano penalizzati pensionati e lavoratori a reddito fisso che perdono potere d’acquisto.

 

- Per quanto riguarda il patrimonio: Siamo tutti penalizzati perché l’inflazione erode sia il 

 valore dei beni finanziari che quello dei cosiddetti beni rifugio, tangibili o reali. 

 Per rendersene conto occorre riflettere sul fatto che, per misurare il valore di un bene, lo 

 dobbiamo quantificare in moneta corrente. Non avrebbe infatti alcun senso dichiarare che 

 “il box l’ho acquisto a 174 litri” oppure che “la barca la vendo solo per 35 quintali”.

 Il valore di un bene si misura con la quantità di moneta, che ci viene chiesta per l’acquisto

 o che accettiamo per venderlo. Ma, se l’anno dopo, 1 Euro valesse 90 centesimi . . . 

 

Quanti danni può fare?

A settembre in USA l’inflazione ha toccato il 5,3% ed in Europa (zona Euro) il 3,4%.

Sembrano solo “spifferi”, se confrontati al 21,1% del 1980, ma col tempo accade che:

 

con l’inflazione al 3% un capitale di 100.000€, diventerà in termini di potere d’acquisto (abitazione-bistecca-scarpe-frigorifero-parrucchiere etc.)

 

in 5 anni = 86.200€  -  in 10 anni = 74.400€  -  in 20 anni = 55.400€

 

La Finanza Comportamentale ci ha fatto capire che “Una perdita è percepita in modo molto più forte rispetto ad un guadagno di pari entità”. Ciò nonostante, sottostimiamo le perdite da inflazione perché, quando controlliamo il gruzzolo, troviamo lo stesso numero di Euro.

Così ci risulta più difficile prendere atto che, in realtà, il gruzzolo, vale sempre meno. 

 Questo è un’ulteriore e valido motivo per combattere l’inflazione che, se lasciata libera di agire sul nostro patrimonio, subdolamente, ci deruberà

 

Da dove cominciare la battaglia?

Raggruppiamo, seppur grossolanamente, le diverse tipologie di asset patrimoniali, in funzione della possibilità di manovra consentita dai rispettivi mercati:

 OGGETTI DARTE E COLLEZIONE: Sono praticamente ingestibili. I prezzi recuperano, più o meno, il valore perso dalla moneta, secondo dinamiche spesso influenzate solo dalle mode.

 IMMOBILI: Quelli riservati al nostro utilizzo, si comporteranno come gli oggetti d’arte citati anche se, più che dalle mode, il prezzo sarà influenzato dagli andamenti demografici, dai tassi d’interesse dei mutui, da situazioni urbanistiche e mezzi di collegamento fruibili.

Possiamo difendere meglio il valore di quelli che si possono mettere a reddito perché il flusso di entrata andrà a compensare tutto o parte della perdita di valore.

 INVESTIMENTI FINANZIARI: Quelli ben diversificati, ad accumulazione dei proventi e pianificati a lungo termine, sono il miglior baluardo contro il deprezzamento da inflazione.


Il grafico (fonte Princeton University) riporta il Rendimento Reale che, in linguaggio finanziario, indica: il rendimento che accresce il valore totale dopo aver recuperato tutta l’inflazione.

 

Gli investimenti finanziari, nei 50 anni analizzati (1971/2020) hanno recuperato tutta l’inflazione e anche realizzato un guadagno effettivo, “Reale”. 

 

Come possiamo aumentare la stabilità degli investimenti visto che, in periodi d’inflazione, si accentua generalmente la volatilità? 

Diversificando in Azioni o Fondi legati a materie prime, oro, aziende assicurative/bancarie e in Obbligazioni o Fondi indicizzati all’inflazione, ai tassi d’interesse, alle valute forti.

 

LIQUIDITA’: I soldi che dormono in conto corrente, sottratti alla circolazione economica, non servono a chi li possiede e non collaborano allo sviluppo economico e sociale del paese.

 Inoltre, se l’inflazione fosse una leonessa, la liquidità, sarebbe la sua gazzella preferita

 con l’inflazione al 6% un capitale di 100.000€, in termini di potere d’acquisto diventerà:

 in 5 anni = 74.700€  -  in 10 anni = 55.800€  -  in 20 anni = 31.200€

 In settembre l’inflazione è stata rilevata al 3,4% ma Don Basilio, fedele interprete del classico Crescendo Rossiniano prosegue la romanza cantando: “La calunnia è un venticello ma in un lampo diventa tempesta e produce un’esplosione come un colpo di cannone. . .”

 

Nessuno se lo augura ma, se dovesse accadere di tornare all’inflazione a due cifre, . . . 

 



 


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