Tanti italiani, in ansia per la situazione del paese, si stanno chiedendo se trasferire i risparmi all’estero.
Con questa nota spiego come farlo. Per decidere “se farlo” Le offro l’opportunità un’analisi personalizzata.
16 novembre 2018 - di VINCENZO CARRANO
Matteo guidava snobbando limiti e segnali. Luigi, al suo fianco, provava vari sorrisi allo specchietto di cortesia. Di colpo, l’esecuzione del brano di musica “da camera e senato” s’interruppe e dall’autoradio lo speaker annunciò: “Attenzione - attenzione - Si segnala che una berlina blu ha imboccato contromano l’autostrada A1 in direzione Milano - Napoli".
In base al Contratto di Governo, le due teste si mossero all’unisono come le spazzole di un tergicristallo. Cic-ciac cic-ciac. Prima si girarono a guardarsi perplessi, poi ruotarono in avanti per controllare la strada, infine tornarono a guardarsi esclamando:
Ma che dice ‘sto cretino! Altro che una berlina blu. Qui vanno tutti contromanooooo!"
Dalla barzelletta riciclata alla realtà dello scontro sulla legge finanziaria in cui “i due” respingono o deridono le critiche di Istituzioni nazionali e internazionali.
Additano a nemico persino Mario Draghi che, per tre anni, ha forzato l’asfittico mandato della BCE, sfidato i paesi nordici e messo a cuccia mercati che erano pronti a sbranarci.
La frase “non cambieremo una virgola”, ripetuta in tutte le occasioni, non lascia dubbi.
Non si tratta di errore o distrazione. Stanno andando deliberatamente contromano.
Quindi discutere qui, sul merito dei provvedimenti, è del tutto inutile.
Meglio concentrarsi sulle conseguenze di tale scelta:
- guidare contromano espone ad un alto rischio di andare a sbattere
- su quella macchina blu, come passeggeri, ci siamo seduti tutti
- allacciamo le cinture per ovvio diritto alla legittima difesa
Legittima difesa è avere i soldi all’estero?
Naturalmente, da risparmiatore italico auspico che tutto si risolva; che si possa evitare il ricorso ad interventi straordinari; che l’Euro resti la nostra moneta.
Diversamente, investire all’estero, rappresenta l’unica difesa possibile.
In merito serve ricordare che in Italia, dalla metà degli anni settanta, furono imposti divieti alla esportazione di capitali ed agli investimenti esteri.
Una, necessaria ma crudele, condanna a subire la rapina dell’inflazione a due cifre e delle frequenti svalutazioni della Lira.
Solo nel 1986, l’adesione al Sistema Monetario Europeo (SME), ristabilì tale libertà.
Ora, immagini il ripetersi di un analogo divieto, poi decida se è il caso di parlarmene.
Cosa è vietato e cosa è permesso?
a) L’esportazione illegale di denaro all’estero espone a gravi rischi penali. Farla franca,
per i comuni mortali, non è più così semplice perché dal 2017 è in vigore il Common
Reporting Standard (CRS) per lo scambio automatico di informazioni tra i paesi, cui
ha aderito anche la Svizzera.
b) Il massimo in contanti con cui si può passare la frontiera, per acquisti o turismo, è di
10.000 €uro. Per il resto, portare fisicamente i soldi all’estero, non ha senso salvo nel
caso ci si voglia trasferire veramente a vivere altrove.
I trasferimenti fittizi sono ad alto rischio perché il fisco verifica la persistenza dei c.d.
“fattori di radicamento” ovvero, dove risiedono: la famiglia, gli affari e il patrimonio.
c) Il trasferimento legale di denaro (investimento, studio dei figli, etc.) all’estero:
- deve essere obbligatoriamente comunicato al fisco, dagli intermediari coinvolti
- il titolare deve indicarlo nel quadro RW-Dichiarazione Redditi. L’omissione è punita
con la sanzione dal 3 al 15% o del doppio nel caso si tratti di paesi della black-list.
- è soggetto a IVAFE (2 per mille su intero ammontare) ed i redditi generati sono tassati
in IRPEF (per le persone fisiche con imposta sostitutiva 26% delle plusvalenze)
Le modalità per investire in valute forti
a) posso comprare un immobile in USA. L’investimento è in Dollari ma, nel caso volessi
cambiare, andrei incontro a tempi lunghi e costose operazioni di compra-vendita.
b) posso investire in titoli svizzeri e tenerli in Deposito nella solita banca sotto casa.
L’investimento è in Franchi e posso cambiarlo rapidamente ma, il Deposito in Italia,
mi espone ad eventuali Provvedimenti Eccezionali. Stessa sorte avrebbero Gestioni
Patrimoniali e Polizze “pseudo-svizzere” se di filiale italiana di banca elvetica.
c) posso investire in Dollari, aprendo semplicemente un apposito Conto Valutario.
In tal modo il valore dell’investimento non sarà influenzato dalle valutazioni degli
immobili (caso-a) o dei titoli (caso-b) ma solo dall’andamento del cambio.
Ma, essendo un Conto domiciliato in Italia, resta esposto ai prelievi notturni e in caso
di uscita dall’Euro, è soggetto a cambio forzoso alla nuova valuta, così come il denaro
nascosto sotto il materasso, in cassaforte e in cassetta di sicurezza.
Tre regole d’oro
1) da un’imposta patrimoniale (a maggior ragione se immobiliare) non c’è via di scampo.
Così come non c’è difesa da un “prelievo notturno” (tipo G. Amato) su Conti Correnti,
Conti Deposito e Conti Valutari, se non quello di ridurre al minimo la giacenza.
2) l’unica roccaforte inespugnabile da provvedimenti di chiusura della libera 
circolazione e dall’imposizione di un cambio in Lire, sono gli investimenti
Estero-su-Estero. Ovvero, attività finanziare estere, affidate a Società di
Gestione straniere e, soprattutto, custodite in una Banche Depositarie
che siano istituite con legislazione e Sede Legale di altri paesi.
3) I titoli ed i prodotti finanziari regolamentati sono identificabili da una sorta di codice
Fiscale: il cod. ISIN (International Securities Identification Number). Le prime due lettere
del codice (come quelli degli IBAN) identificano “la cittadinanza” dello strumento.
Quindi, per approntare la difesa, per prima cosa, controlli l’ISIN dei suoi investimenti.
Se le prime due lettere sono IT farà bene a rivolgermi qualche domanda.
. . . ed una di platino
Serve proprio la preoccupazione per intraprendere una saggia decisione?
Non credo si arrivi a certi estremi e non è il caso di perderci il sonno ma, investire all’estero è, in ogni tempo, un’ottima fonte di diversificazione.
Quindi, visto che in tema sono testardo come un asinello, le propongo la strategia della “Fuga in Egitto-burgo”.
Fu con l’ausilio di un asino che, Maria e Giuseppe, salvarono ciò che avevano di più caro.
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