La zattera di pietra

In momenti topici della storia di un paese si possono verificare punti di svolta che ne modificheranno il destino per molto tempo. Poco importa far parte della schiera dei favorevoli o degli avversi. In ogni caso, la propria vita ne verrà influenzata.


IL PRESAGIO

Vent’anni fa, José Saramago vinceva il Nobel per la letteratura ed io, alquanto in ritardo, finalmente lo scoprivo per poi farne uno dei miei autori preferiti.

Di Saramago ammiro l’eccezionale capacità di inventare eventi, surreali ed impossibili, che creano situazioni tali da mettere a nudo gli angoli più nascosti dell’animo umano. 

In alcuni romanzi: <La caverna>, <Saggio sulla lucidità>, l’evento scatenante, oltre ad essere improbabile, può addirittura risultare profetico.

Sarà per questo che mi torna in mente La zattera di pietra? 

Nel romanzo l’evento surreale è una falla che, apertasi lungo la catena dei Pirenei, porterà al distacco della penisola Iberica dal resto dell’Europa. 

Così, il grande scrittore portoghese, inventa un’isola galleggiante che, alla deriva nell’oceano Atlantico, potrebbe approdare indifferentemente in America come in Africa.

L’evento scatena gli appetiti di alcune nazioni che vorrebbero attrarla ed ancorarla al loro territorio ed ai propri interessi economici. Intanto, l’Europa matrigna che poco ha fatto per trattenerla, ne piange il distacco con lacrime di coccodrillo.


Dalla letteratura alla realtà della cronaca

La Turchia sta imparando duramente che la fiducia è una cosa seria.

Fin quando aveva un regime quasi-democratico ed era in attesa di essere ammessa nella Comunità Europea, aveva attirato molti investimenti esteri che stavano dando un grande impulso alla crescita economica del paese.

Quando Erdogan, per imbullonarsi alla poltrona, ha modificato la costituzione, tolto autonomia alla banca centrale e allontanato i funzionari governativi favorevoli al libero mercato, gli investitori, giustamente preoccupati, hanno cominciato a ritirarsi. Così il valore della Lira Turca è crollato del 42% da inizio anno; l’inflazione è volata al 18% e la Banca Centrale è stata costretta ad alzare i tassi di 9 punti percentuali.


GLI EPIGONI

Rispetto alla Turchia, l’Italia è un colosso manifatturiero ma, per sostenere un debito pubblico enorme (oltre il 130% del PIL), si finanzia collocando Titoli (BTP - CTZ - Buoni Postali etc.) di cui deve garantire il rimborso a scadenza e la remunerazione (interessi).

Non entro nella polemica di cosa abbia fatto il governo nei primi 100 giorni, sottolineo solo alcuni dei messaggi, sibillini che stanno minando la fiducia degli investitori:

1) Sforeremo i parametri del deficit (tanto qualche debituccio in più . . .)

2) Sottoporremo la permanenza nell’euro a referendum (cosa che rasserena i creditori?) 

3) Nazionalizzeremo autostrade e servizi in generale (quanto costa Alitalia?)

4) Ci faremo comprare i BTP dalla BCE, su cui abbiamo sparato sino a ieri ad alzo zero e, diversamente, ci affideremo a Putin. (che ha già problemi a trovare chi compra i suoi 

  ma potrebbe finalmente  portare i cavalli cosacchi ad abbeverarsi nelle fontane di San Pietro)

5) Promesse: flat tax, Fornero, reddito cittadinanza, taglio accise, grandi opere, etc. 


LA FIDUCIA E’ UN BENE PREZIOSO

Il calo di fiducia fa salire lo Spread o, per essere più chiari, ci fa spendere più soldi, (e lo farà per tanti anni) per convincere qualcuno a comprare i nostri Titoli di Stato.

Stupisce quindi che, il sottosegretario Stefano Buffagni, festeggi come un successo l’asta in cui i BTP sono stati “venduti” con il tasso di interesse più alto da oltre 4 anni.

Escludendo per una volta l’ignoranza (è laureato in economia e Dott. Commercialista), il suo invito agli adepti a dare ampio risalto alla lieta novella su tutti i socialnetworks, rende lecito sospettare che si stia manovrando per oscuri e non dichiarati obiettivi. 

I tanti, per cui i social sono il nuovo Vangelo, potranno credere che così gabbiamo l’establishment, le banche cattive, i poteri forti, Joker, Diabolik e Dracula il vampiro.

La realtà è che, il tasso più alto, premia proprio quei presunti nemici e, come un Robin Hood alla rovescia, toglie a tutti per dare di più a pochi. Come una nuova tassa, come se, a parità di consumo e di servizio, ci raddoppiassero le bollette delle utenze.


LA ROTTA?

Che l’Italia resti penisola ancorata all’Europa, o si trasformi in zattera di pietra, si deciderà probabilmente nei prossimi mesi e, data l’imprevedibilità di questo Governo, è difficile da pronosticare. 

Se dovesse andare alla deriva, temo non uscirebbe in Nord Atlantico (c’è lo stretto di Gibilterra) per dirigersi verso gli efficienti paesi nordici o verso i potenti e ricchi USA.

Staccata dall’Europa e dall’euro, con la conseguente perdita di fiducia degli investitori, è più facile navighi verso la Turchia, che è in crisi valutaria, con l’inflazione galoppante ed un regime autoritario e oscurantista.

Al posto del presidente Mattarella, farei un giro d’ispezione sulle Alpi per verificare se, per caso, si stia già aprendo una faglia sulle nostre amate montagne di confine.

Al posto di chi ha risparmi e famiglia da proteggere, mi farei delle domande o le rivolgerei a chi scrive queste note, che pur sapendo di attirarsi qualche strale, non esita a metterci la faccia.


                                                                                      Con i migliori saluti


Milano,  7 settembre 2018                                                 Vincenzo Carrano